
In questa città, desiderare dei falafel è un'aspirazione troppo utopistica. Sì, perché pretendere cumino e coriandolo vuol dire che, ancora una volta, ti guardano come se venissi da marte e ti rispondono: "Cheee?? no, io queste cose non le tratto." Allora cosa fare? creare qualcos'altro di nuovo, leggero e che andasse d'accordo con la scarsità del mio frigo e della mia dispensa. Anche se sarebbe più corretto dire che nel frigo c'è l'eco.
Mi scuso per la foto, soprattutto perché ho rischiato che non ci fosse alcuna foto. Questo perché, appena preparate le polpette, sono finite in 2 secondi. E questa volta, anche i miei genitori, che di solito sono votati al campanilismo culinario, sembra che abbiano apprezzato.
Ingredienti per 8 polpettine:
- 250 gr. di ceci in scatola ben sciacquati
- uno spicchio d'aglio privo del germoglio interno
- uno scalogno piccolo
- un ciuffo di prezzemolo
- succo di un limone (se ne può mettere pure metà se non si apprezza il sapore troppo aspro)
- una grattata di scorza di limone
- sale q.b.
- pan grattato
- yogurt
- menta (che sarebbe mooooolto ideale, ma che non avevo. Vedi dispensa vuota)
Preparazione:
Ho tritato aglio, prezzemolo e scalogno e li ho aggiunti ai ceci nel mixer. Ho dato una prima frullata e poi ho aggiunto il succo di limone e la scorza. Ho trasferito il composto in una ciotola e ne ho ricavato 8 palline. Le ho appiattite e passate delicatamente (perchè la consistenza del composto è cremosa) nel pan grattato e le ho cotte in forno pre- riscaldato a 200° per 30-40 minuti.
Le ho servite con un semplice yogurt intero, che le ammorbidisce e rinfresca. Ribadisco che con un po' di menta avrei avuto l'abbinamento perfetto.
Enjoy!
Ah, e sempre parlando di cucina, partecipo al giveaway di Wanesia
7 commenti:
Bene cucinarli in proprio, ma un lato positivo di non avere invece vicinorientali che li vendono già pronti è il non sentire leggende metropolitane ad essi legati, presenti incredibilmente nel 95% delle città italiane.
Ti racconto la più nota? :D
ahhaah mica è quella della signora che entra dal cinese e le asportano un rene mentre il marito l'aspetta fuori?ahahah
racconta racconta
Le faró sicuramente, ho qualche scatola di ceci da smaltire.
Sono interrsata anch'io al racconto di Occhio :)
Amo i falafal,da quando ho iniziato a lavorare in un risto tunisino ho imparato ad apprezzare queste ricette buonissime. Anche se i falafel sono iracheni^^
Qui c'é pure un locale che si chiama Mr.Falafel... e ho detto tutto. Trasferisciti a Vienna! ;-)
Purtroppo più che divertente è squalliduccia, ne risentirà il tuo gioioso blog. :D È figlia degli arcinoti pregiudizi su ciò che è "diverso", tipiche connotazioni negative...
Sentita mille volte, e, ci tengo enormemente a precisarlo, dalle Alpi alle Ande, quindi Roma, Milano, Firenze, Bologna, Campobasso e chi più ne ha più ne metta, con tanto di "dati certi" alla mano e giuramenti di contorno.
Si parla di falafeliani e kebbabari che hanno usato condire le loro salse con qualcosa di particolare, chiamiamolo il contributo alla vita da parte del maschio... Detto tutto.
L'ho raccontata al solo scopo di sburgiardare i pregiudizi (poi però chiudono molte volte ristoranti italianissimi e nessuno inventa leggende sopra, ne abbiamo avuti casi anche qui) e rendere noto che non solo in provincia se ne raccontano di "belle".
Ciao. :)
@Tina: non so se a te piace il sapore del limone, a me molto, ecco perché ho messo sia il succo sia la buccia. Però in caso mettine di meno.
@Wanesia: iracheni? ecco, oggi grazie a te, ho imparato un'altra cosa ^_^
@Grissino: che invidia!
@Occhio: ahahahahhah, ora che mi ci fai pensare, l'ho sentita anche io. E vabbè, che ci vuoi fare...
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