domenica 28 febbraio 2010

Tagliatelle al tartufo bianco


Quando torno a Londra mi capita sempre di chiedermi se sia legale portare in valigia qualcosa da mangiare. Nel senso che con tutto che siamo nella UE, non sono proprio sicura che si possa fare e su internet non ho trovato niente al riguardo. Mi era stato detto (poi chi lo sa se è vero) che se ti beccano in dogana con generi alimentari te li fanno passare solo se si tratta di cibi industriali e quindi, confezionati seguendo tutti gli standard igienici. In più bisogna fornire la prova dell'acquisto, cioè lo scontrino. Capirete che io che sono del centro-sud ho la tendenza a portarmi chili di cibo in valigia e ovviamente è tutta roba fatta in casa, perciò niente scontrini. Comunque la scorsa volta ho rischiato, perchè la mia valigia era piena di soli alimenti per un totale di 19 kg in quella da stiva e 8 in quella a mano. Dalla pastina, che in Uk non si trova (mi chiedo cosa diano da mangiare ai bambini) al miele di pino, dalla marmellata artigianale ai tortellini. Ma la cosa più esagerata è stata il tartufo bianco gentilmente regalato dal vicino che va a tartufi. E che cosa ci farò mai con sto tartufo? la cosa più semplice, tagliatelle fresche con burro, parmigiano (portato da casa anche quello) e una generosa grattata di tartufo ovviamente. Era la prima volta che mangiavo il tartufo vero, perché si sa che la crema di tartufo sulle bruschette è fatta con un 80% e più di funghi e il resto con il tartufo meno pregiato che ci sia.
Poi per evitare che il tartufo andasse a male, l'ho conservato in un bicchiere con del riso che assorbe l'umidità e l'odore del tartufo.
Direi che per questa volta è valsa la pena rischiare (se poi è vero che si rischia qualcosa) alla dogana no?

sabato 20 febbraio 2010

Akita inu

da wikipedia




La scorsa settimana sono tornata a casa per qualche giorno, viste le ultime cose che sono successe avevo bisogno di mettere un po' d'ordine nella testa e rilassarmi.
Ho approfittato anche per visitare un allevamento amatoriale di Akita vicino casa mia. Già la mia passione per il Giappone mi aveva portato a considerare questa razza eccezionale, poi dopo il film Hachiko mi sono convinta ad andare a vedere questi cani di persona. I cani erano esattamente come mi aspettavo, molto belli e socievoli per merito dell'allevatore. Mi ha detto anche che sicuramente il film ha contribuito a far conoscere la razza in Italia dove non è diffusa come il labrador o il pastore tedesco, però è anche vero che sono aumentate le richieste di gente che presa dalla storia del film ne vuole uno per moda. Il compito dell'allevatore è capire a chi si sta per dare il cane e se sia il caso, perchè c'è il pericolo che l'alta richiesta di cuccioli vada ad innescare il solito meccanismo di gente senza scrupoli che incrocia soggetti a rischio sia di salute sia di comportamento. Questo è quello che è successo al cocker dopo il film "Lilli e il vagabondo" e ai dalmata dopo "La carica dei 101". Inoltre l'akita di per se' ha un temperamento particolare che non si addice a tutti, e ciò lo rende un cane non troppo "facile"sul piano educativo, e certo non ci si può permettere di sbagliare metodo con un cane che arriva a 50 kg.
Credo che in un futuro, quando avrò le possibilità, sarà certo una razza che terrò in grande considerazione in quanto cane di famiglia.

domenica 14 febbraio 2010

Riassumendo...

"E ritorno da te, perchè ancora ti voglio. " alla fine, dopo la pausa forzata ritorno ancora sul mio diario virtuale, a parlare di cose, persone, posti, dello scorrere della vita che continua nonostante tutto. :-)
In questo periodo c'è stata qualche novità, ho cambiato casa e vivo molto più tranquilla rispetto a prima. Soprattutto ho ricominciato a cucinare perchè finalmente la cucina lo permette. Qualche giorno fa mi è venuta voglia di gnocchi e così li ho preparati in cinque minuti (a breve pubblicherò la foto).
Sul fronte universitario si incominciano a vedere i primi risulati, che per una che non è madrelingua vanno più che bene. Incrocio le dita per la prossima essay che tarda ad arrivare.

lunedì 1 febbraio 2010

..

Ritorno da queste parti dopo un po’ di tempo. Le scuse sono un po’ le solite anche se questa volta a tenermi lontana dallo scrivere anche due parole c’è stato qualcosa di meno ordinario e più triste, ho perso una persona davvero importante. Non so quanto sia deprecabile parlarne su un blog ma comportarsi come se nulla fosse successo non mi avrebbe fatto sentire meglio. La vita è così, e anche se continuo a ripetermelo da qualche giorno, non mi sta bene ma non ci si può fare nulla.

Per il resto tutto è ripreso lentamente, con qualche novità ma ne parlerò più avanti.