mercoledì 29 aprile 2009

Influenza suina


Non parlarne è inutile anche perché leggo ora sul Times che anche a Londra è stato registrato un caso di influenza suina, quindi la cosa mi riguarda da vicino. Da quello che ho potuto vedere in giro non c'è una psicosi riguardo al fenomeno, ma è facile notare qualche cambiamento in giro. Il maiale è in offerta a prezzi bassissimi e la gente lo compra, poi, accanto alle casse dei supermercati c'è una grande quantità di gel battericida per le mani...l'ho comprato anche io, ma lo usavo già da prima! Ho letto sui giornali che nella city sono state distribuite 20.000 mascherine, andate a ruba in pochi minuti.
Poi c'è mia madre che chiama in continuazione per chiedere come mi sento e mi dice sempre "Non uscire di casa", e "Lavati spesso le mani". Io sto attenta, ma purtroppo non vivo da sola, infatti il mio coinquilino mi ha appena detto di avere l'influenza...se lo sapesse mia madre...

lunedì 27 aprile 2009

Nel frattempo



In questi giorni non ho avuto molto tempo, alcune cose si sono accumulate e non ho avuto né tempo né cose da scrivere sul blog. Inoltre a Londra c'è stato il sole per una settimana (ghhhh oggi piove a dirotto), perciò rimanere dentro casa sarebbe stato un peccato, anche perchè è meglio non vedere cosa combinano i miei coinquilini...rischio una crisi di nervi, almeno mi calmo guardando i fiori nel parco.
Non ho trovato ancora lavoro, in questo periodo non è per niente facile ma non mi scoraggio, combatto.

Nel mentre, per distrarmi, ho trovato un sito su cui posso vedere tutte le puntate di Desperate Housewives in streaming, quasi diretta con gli Usa. Finalmente posso alimentare la mia fame di Tv Shows



mercoledì 15 aprile 2009

La sanità in Inghilterra

Tutto cominciò con una visita in farmacia, tirai fuori la tessera sanitaria europea per sapere se ci fosse qualche convenzione. La cosa che non avevo calcolato era l'espressione "da punto interrogativo" della farmacista: "Non so cosa sia questa tessera." Andiamo bene.
Il giorno di Pasqua il mio coinquilino non si è sentito bene, così l' ho portato all'ospedale dell'università, un palazzo di architettura moderna fatto di vetro e metallo, uno di quei posti alla Grey's Anatomy, con  dottori bellissimi e macchinari all'avanguardia. Anche questa volta sono rimasta sorpresa, ma in positivo, non ci hanno fatto aspettare molto e sono organizzati bene. Penso che sia a causa dei soldi investiti in quella struttura...ma quanto costerà la retta di uno studente dello UCL Hospital? In quel momento ho pensato che siamo cittadini europei, per cui il trattamento ospedaliero è gratuito...meglio così.
Ci hanno preso un appuntamento, per accertamenti,  in un altro ospedale in zona King's Cross, quartiere da poco rimesso in sesto, ma ancora pieno di brutte facce. Come pensavo l'ospedale si rivela meno funzionante, con personale maleducato e pieno di immigrati. L'opposto del primo, è evidente in questo non ci sia lo stesso giro di soldi. Anche in questo paese, come da noi, purtroppo, la sanità può essere di serie A o B. 
Nota positiva: tutte le puntate di Dottor House e Grey's Anatomy in lingua originale mi sono servite, e che soddisfazione capire il gergo medico dei dottori :-)

domenica 12 aprile 2009

Agnello marinato

Oggi è stata mia prima festa lontana da casa, e così, troppa la nostalgia dei pranzoni di nonna, ho deciso che non poteva finire a panino pure oggi. Così ieri ho comprato l'agnello ma, non potendolo cuocere alla brace e non potendo fare affidamento sul forno, ho pensato di farlo prima marinare per 2 ore e poi cuocerlo sulla bistecchiera.

Per la marinatura:

  • il succo di 3 limoni
  • olio d'oliva a occhio
  • erbe di provenza
  • paprika forte
  • sale
Semplice e buono. Sorry niente foto, purtroppo non potevo fare una presentazione adeguata anche perché nel frattempo si sarebbe raffreddato!;-)
ah, buona Pasqua a tutti

venerdì 10 aprile 2009

Il primo colloquio di lavoro...un disastro!


Mi hanno detto che tanto quasi tutti al primo colloquio di lavoro non fanno una bella figura, io però volevo sfatare questo mito, magari con una botta di...fortuna e invece no.
Ieri alle 11: appuntamento con il manager di un famoso negozio di mobili e casalinghi al centro. 
Mi alzo alle sette e mi dedico all'operazione "restauro", alle 10 e mezza sono pronta per uscire di casa.
Arrivo al negozio e mi fanno aspettare 20 minuti, così comincio a guardarmi intorno e a dare un'occhiata anche ai commessi, ed è proprio qui che mi sono caricata parecchio perché ho subito pensato "se ce l'hanno fatta loro con quelle facce da sfigati, perché io non dovrei?".

Ma ecco che arriva il manager che mi fa accomodare nel retro tra pile di scatoloni e incomincia a farmi domande sui miei studi, per farla breve non so come finiamo a parlare della Cina capitalista e lui chiede la mia opinione. Non l'avesse mai fatto!! rispondo timidamente che il capitalismo sta uccidendo le piccole tribù e che quindi si stanno perdendo quelle culture. Un dato di fatto, niente di estremista, tutto qua. Lui mi fa un discorso che non finisce più, ma alla fine mi fa: "Noi siamo qui per fare soldi e basta" tra parentesi: "se mi dai 'ste risposte sul capitalismo che stai a fare qua?" ho immaginato.
Magari sarò pure ingenua ma visto quant'è conosciuta la ditta in Inghilterra e anche nel mondo, mi aspettavo che mi dicesse che il loro obiettivo principale fosse la qualità dei mobili e la soddisfazione del cliente. Voglio dire, è logico che ogni azienda deve puntare al guadagno ok? ma se mi dici così apertamente che quello viene prima di tutto, beh, ho qualche dubbio.

"Anche se non hai esperienza passiamo alle domande sulle tecniche di vendita". Impallidisco. E pensare che volevo solo un lavoretto part-time per pagarmi l'affitto.

"Sai cos'è il linked selling"? Ci penso un po', magari mi invento qualcosa... non ci riesco, non lo so.
"Ok te lo spiego io: ad esempio quando un cliente entra per comprare un divano tu devi essere in grado di vendergli anche i cuscini, i copri-cuscini e il copri-divano. E devi riuscire a convincere il cliente che ne aveva bisogno" Al paese mio si chiama fregare il prossimo, ma vabbè andiamo avanti.

"Come convinci il cliente a comprare?". Con la gentilezza, spiego da dove viene quell'oggetto e con quali materiali è fatto. 
"E poi?" io che sono ingenua non sapevo più cosa dire visto che immaginavo si trattasse solo di questo.
"Te lo dico io devi fare operazioni di merchandising, sai cosa vuol dire?" Certo, pubblicizzare bene un prodotto. Il che attira il cliente che entra nel negozio.
"Non basta. Devi vendergli anche la fidelity card, con la scusa che poi gli farai lo sconto su quello che acquisterà. Così sei sicura al 100% che tornerà e questo significa più profitto. Già perché ogni commesso ha una quantità di card da vendere a settimana. E a proposito di quote, ognuno ha un target di soldi da fare a settimana, per questo tutti i commessi sono stimolati a sviluppare presto una tecnica di vendita adeguata."   0_O" (la mia faccia) "Ah e ovviamente se ti dico che in una settimana devi vendere merce per 10.000 £ e tu ne fai solo 2.000 £, c'è un problema, in quanto devo riportarlo al mio superiore e si crea un feedback negativo su di te". Ora da quel poco che so di psicologia sociale e gestione delle risorse umane, questo atteggiamento crea un ambiente di lavoro aggressivo, dove i commessi si scannano gli uni con gli altri per arrivare a raggiungere la quota settimanale. Diventa una guerra insomma.
Da quel punto non lo seguo quasi più, so solo che lui fa finta di impersonare un cliente rompicoglioni che non vuole comprare, e io devo convincerlo nel più cortese dei modi a comprarsi tutto il negozio e ad uscire fuori con un gran sorrisone. Glielo dico, non lo so fare così, di punto in bianco, dopo che lui mi ha detto tutte queste cose che fino a 10 minuti prima non sapevo, dopo che lui mi ha anche detto che forse il mio risultato dello IELTS (advanced) non era proprio veritiero... ma dico io, dopo che non mi ha messo a mio agio è logico che i miei nervi influenzassero anche la mia capacità di parlare o no!?!

E io che pensavo ad una cosa più tranquilla...mah

domenica 5 aprile 2009

Milla


Chi non ha mai avuto un cane non può capire. In questi giorni ci penso spesso perché mi manca. Mi mancano le cose più semplici, fare una passeggiata o darle la sua ciotola. Lei è con i miei in Italia, è felice, ne sono sicura. Probabilmente le farei solo del male portandola qua, si tratta di un viaggio troppo faticoso per lei e poi credo che soffrirebbe così lontana dalla sua routine. C'è chi dice che il cane sia felice solo quando è con il suo padrone. Io avevo paura di questo, che lontana da me smettesse di mangiare e fosse triste (perché a volte succede!) ma, fortunatamente sta bene e quelle rare volte che torno a casa fa dei versi strani per esprimere quanto sia felice che io sia tornata. Quella che deve abituarsi alla distanza sono solo io. Ce la farò, ma adesso sono ancora triste.
E chi si azzarda a dire che sono esagerata, perché tanto è solo un cane, beh, ho pietà di lui perché non conoscerà mai quel sentimento puro che solo un cane è in grado di dare.

giovedì 2 aprile 2009

G20

Oggi non esco di casa, ci sono troppi casini in giro per il G20. Già da ieri ci sono stati scontri nella city con più di trenta arresti e non mi va proprio di mettermi in mezzo. Anche se in questi giorni avrei dovuto consegnare i c curricula nei vari negozi del centro, mi sa che aspetterò fino a domani... :-).