Anche oggi tanti pensieri che girano veloci come dei grandi vortici, e poi l’umore che non è certo dei migliori. Capita spesso negli ultimi mesi. Poi dopo ieri ho capito che neanche Roma si è salvata da questo ritorno alla destra. Ok emigrerò davvero. Ultimamente mi capita di pensare a quella domanda che spesso i “giornalisti fanno” alla subrettina di turno: “Come ti vedi tra 10 anni?”. E io non so rispondere, perché si, mi immagino felice con un lavoro che mi soddisfi, con un figlio e due cani nella mia casetta, ma non lo so se tutto questo sia possibile o se io sia capace di ottenerlo. Erano belli i tempi della scuola, dove l’unica preoccupazione era il compito di matematica, oppure quale maglietta indossare il sabato sera, non avevo pensieri, non dovevo averli come era giusto che fosse per la mia età. Tanto c’erano sempre mamma e papà. Poi all’improvviso qualcosa è cambiato, come sono cambiate anche le mie priorità, si cresce, è normale. Tutto questo mi fa paura e non mi vergogno a dirlo. Perché non so se sarò capace di affrontare gli eventi della vita, perché non voglio deludere i miei genitori, perché almeno una volta vorrei sentirmi dire da mio padre che è fiero di me e che mi vuole bene.
martedì 29 aprile 2008
sabato 26 aprile 2008
Cronache di un venerdì rosso
- Bollino rosso
Niente viaggetti per il ponte, no, non ho una lira…ops, volevo dire euro. E poi non volevo certo aggiungermi a quella massa di auto in coda in autostrada, perché quelli passeranno così le loro vacanze, aspettando tra un casello ed un autogrill di arrivare alla loro destinazione.
- Rosso politco
Ieri, con i miei amici, siamo andati in piazza a firmare per il V2 day e abbiamo visto anche la diretta da Torino, incredibile quanta gente ci fosse, credo che alla fine qualcosa si stia muovendo. La speranza è l’ultima a morire. Per restare in tema, la destinazione per la sera era un’enoteca comunista, già, proprio comunista, perché la proprietaria è una persona che partecipa a movimenti tipo “lotta continua” e cose simili. Il locale è nel centro storico, quindi tutto in pietra, ma non è questo il punto. Si possono bere vini molisani o delle regioni confinanti, il tutto accompagnato da salumi, formaggi e tipi di pane delle nostre zone, ma neanche questo è il punto. La cosa divertente di questo locale è che in quanto sfacciatamente comunista, ti devi servire da solo, ti devi affettare il pane, tagliare formaggi, salsicce ecc. e poi il conto è forfettario e basso. Si mangia e si beve a poco prezzo, una pacchia per i giovani che girano sempre con pochi soldi in tasca no? La signora ha provveduto a prendere anche delle bibite e dell’acqua, ma anche in questo ha messo in evidenza la sua fede politica, perché queste bevande sono esclusivamente italiane e di aziende che non hanno a che fare con le multinazionali, perciò, guai a chiedere una coca-cola. Alla fine, però, ieri era il 25 aprile e ce lo dovevamo aspettare che il locale fosse chiuso, insomma, una persona del genere avrebbe mai perso l’occasione di festeggiare la liberazione dal fascismo?
- Rosso pomodoro
Ci siamo consolati ugualmente. Il venerdì, tra le 23 e le 24 (o si dice 00?) in un paese vicino, c’è un forno che oltre il pane, prepara teglie di pizza da distribuire ai negozi il giorno dopo. E che si fa?non si va? E sulla strada del ritorno canzoni cantate e stonate, ricordi del liceo che ora fanno ridere di più. Certe volte la mia vita mi sembra una scena di un film basato sui non-più-adolescenti-che-si-affacciano-alla-vita-vera, solo che nella scena ci sono io, non un Nicolas Vaporidis, o un Silvio Muccino.
mercoledì 23 aprile 2008
Le sei cose che ci piace fare
- Cucinare
- Mangiare ...non si era capito vero?
- Stare con il mio fidanzato
- Leggere
- Passare il tempo con il cane
- Viaggiare
Sformato di zucchine
Beccatevi la mia ultima creazione vegetariana!
Ingredienti per 4 porzioni:
6 zucchine medie
1 carota
2 mozzarelle
sale
pepe
olio
vino bianco
pan grattato parmigiano
Preparazione:
Si grattugiano le zucchine e si condiscono con sale e pepe, poi si fanno rosolare in padella con un po’ d’olio, si sfumano con un po’ di vino bianco e si lasciano cuocere in padella per 5 minuti. In una teglia unta con dell’olio si mette del pane grattugiato sul fondo e sui lati, esattamente come si fa con la farina nella preparazione di una ciambella. Sul fondo della teglia si dispone un primo strato di verdure, poi le mozzarelle tagliate a cubetti e ancora le zucchine. Sulla superficie si sparge un po’ di pan grattato e parmigiano. Lo sformato deve essere cotto in forno a 200° per 45 minuti.
Per una riuscita un po’ più carina si possono usate gli stampini di alluminio per fare il budino.
domenica 20 aprile 2008
Zuppa di pesce povera
In questi giorni penso a tantissime cose, non mi piace fermarmi a riflettere e per questo ogni tanto mi creo qualche distrazione, tipo libri, film, ma anche cose demenziali come i video su you tube. Ieri, infatti, sarò stata un’ora a vedere i filmati di Lucci delle Iene, però quante risate mi sono fatta.
Ma come sempre mi distraggo con la cucina…e menomale!
Ingredienti:
Cozze
Vongole
Gamberi
Calamari
Pesci con lisca ( non ne avevo ma sicuramente ci sarebbe stata bene una triglia o una coda di rospo)
Passata di pomodoro
Sale
Olio
Peperoncino
Prezzemolo fresco
Aglio
Tutti i tipi di pesce devono essere puliti.
Preparazione:
In un tegame, magari di coccio, si fa rosolare in un po’ d’olio uno spicchio d’aglio che poi viene eliminato. Si versa la passata di pomodoro con un po’ di peperoncino e si fa cuocere un po’, poi si incominciano ad aggiungere i calamari puliti e tagliati e si aspetta che si cuociano. Si procede aggiungendo cozze, vongole e, in seguito, i gamberi già incisi sulla parte superiore. A fine cottura si serve con una manciata di prezzemolo e dei crostini di pane.
giovedì 17 aprile 2008
Rabbia
No perché io a volte sono tardiva e impiego molto tempo per reagire alle cose. Che dire… che dire di un paese di idioti che hanno consegnato il governo nelle mani sbagliate (oh quanto mi sono mantenuta ad un livello educato!)?! Tutti dicono di non averli votati, ma allora chi è che l’ha fatto eh?! E le risposte, certo, non servirebbero a molto. Il mio paese mi fa schifo, e anche se “chi ha fatto l’Italia” alle mie parole si rivolta nella tomba, non sono mai stata così certa delle mie parole. E quando vedo un amico, già con tanti guai nella sua vita, depresso perché pensa che tutto ciò che ha fatto non servirà a niente, mi viene da urlare, mi viene da prendermela col primo che passa, ma come si dice spesso nei film :“Un giorno penseremo a tutto questo e ne rideremo”…lo spero proprio.
lunedì 14 aprile 2008
Polpette di pollo al limone
In questi giorni non succedono cose tanto interessanti, si fa qualche passeggiata in più col cane, si esce, ma per il resto c’è sempre la solita routine. Ieri mi è venuto in mente di sistemare i vestiti estivi nell’armadio e ho ritrovato i miei shorts bianchi, così subito mi sono detta: “Questi me li porto in Giappone”. Allora li provo di nuovo e, sorpresa sorpresa… non si chiudono L.
Per questo ho deciso che per un periodo punterò sulle ricette leggere, per dirla in modo molto fashion, le ricette low-fats.
Ingredienti:
- Carne macinata di pollo
- Mollica di pane
- Latte
- Scorza e succo di limone
- Farina
- Brodo vegetale
- Sale
- Pepe
- Olio d’oliva
Preparazione:
In una ciotola si uniscono la carne macinata, la mollica, il latte, la scorza di limone, sale e pepe. Una volta preparate le polpette si rotolano nella farina e si mettono a rosolare a fuoco basso in un tegame alto con un po’ d’olio. Poi si procede versando nel tegame un mestolo di brodo ogni tanto e il succo del limone. Questo procedimento va ripetuto per una mezzora, fino alla completa cottura.
P.S. :Sto vedendo ora i risultati delle elezioni e credo che ora dovrò seriamente incominciare a pensare di trasferirmi all'estero.
giovedì 10 aprile 2008
Le olimpiadi della "civiltà"

Anche a S.Francisco, come a Londra e a Parigi, ci sono state manifestazioni di protesta per il passaggio della fiaccola olimpica. Quel simbolo che da sempre è stato metafora dei valori di pace e di cooperazione tra i paesi, ora si è caricato di un significato molto negativo che può essere riassunto nell’oramai famosa immagine della bandiera con le manette al posto dei cerchi olimpici.
Questo evento ha messo ancora di più in luce il ruolo della Cina nel mondo ma soprattutto riguardo i diritti umani, non so cosa faranno i potenti dei nostri paesi, ma nel mio mondo ideale boicotterei non solo le olimpiadi ma qualsiasi cosa riguardante la Cina. Non so se tutto ciò sia realmente possibile, ma a me piace sognare…
domenica 6 aprile 2008
Cous cous a modo mio
I miei parenti non perdono mai l’occasione per infilarsi nella mia vita e buttar giù critiche a non finire e per questo motivo accade che il mio stato d’animo non sia certamente dei migliori.
Ok…cosa mangerò per cena stasera? apro il frigorifero e sento solo l’eco…dovrò fare un po’ di spesa? Forse. Intanto vedo di mettere insieme un cous cous decente, già, perché quello più diffuso è preparato con lo spezzatino di manzo e delle verdure. Poi c’è la variante di pesce con i gamberoni e l’arissa, una salsa araba molto piccante… ma purtroppo non ho niente di tutto questo e perciò ho deciso che farò un cous cous di…terra!
Ingredienti:
- Cous cous istantaneo a grana media
- Funghi champignon
- Pomodorini
- Formaggio asiago tagliato a cubetti
- Sale
- Pepe
- Prezzemolo
- Aglio
Preparazione:
Si prepara il cous cous secondo le istruzioni riportate sulla scatola e nel mentre si fanno soffriggere in padella aglio e prezzemolo per la cottura dei funghi. Si aggiungono sale e pepe e poi, qualche minuto prima del termine della cottura si aggiungono i pomodorini tagliati in quarti e si fa cuocere un minuto. Si versa questo condimento nella ciotola del cous cous e si mette in frigo in modo che prenda il sapore. Qualche ora dopo si aggiunge il formaggio e si scalda al microonde per un paio di minuti, in modo che l’asiago si sciolga.
giovedì 3 aprile 2008
Cinema e libri

La settimana scorsa sono andata al cinema a vedere “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, un film incentrato sui giovani lavoratori precari dei call center. La protagonista è Marta, una neo-laureata con lode in filosofia, che alle varie richieste di lavoro si vede rispondere con un solito : “Le faremo sapere”. Un giorno Marta si ritrova a fare da babysitter alla figlia di Sonia, una sbadata ragazza madre romana che introduce la protagonista nella Multiple, il call center in cui lavora. Per poter guadagnare qualcosa, Marta accetta ma pian piano si renderà conto della meschinità di questo ambiente che sfrutta dei giovani pieni di speranze verso il futuro. La disperazione dei lavoratori licenziati arriva agli estremi tanto che Sonia finisce per prostituirsi ma sarà Marta a parlare con lei e a convincerla che altrimenti perderà la custodia della figlia. Anche se Marta, alla fine, riuscirà a trovare la sua via come collaboratrice di una rivista inglese di filosofia, sarà conscia dell’esperienza conclusa, un momento della sua vita che, anche se amaro, le ha insegnato molto.
Dopo aver visto questo film si esce dalla sala un po’ tristi perché questa pellicola evidenzia perfettamente le ansie dei giovani, ma ci regala anche una piccola speranza, cioè che alla fine, con un po’ di fortuna, tutti possiamo trovare la nostra strada.
Voto: 8
Nelle ultime settimane mi sono concentrata molto sulla lettura di due libri: “Eureka street” di Robert McLiam Wilson e “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini.
Il primo romanzo descrive la vita di un gruppo di amici di Belfast, delle loro storie e dei loro amori, in un’Irlanda divisa tra razzismo religioso, attentati e il costante rumore degli elicotteri dell’esercito sopra la città. Questo libro è semplicemente stupendo perché, oltre alla narrazione che ricorda le opere di Dickens, l’autore descrive in maniera minuziosa e veritiera quello che è il reale aspetto dell’Irlanda del Nord, senza buonismo, senza filtri. La descrizione dello scoppio della bomba a Fountain street è decisamente la parte migliore del libro perché sembra di vedere una scena al rallenty dei pochi secondi dell’esplosione: corpi dilaniati dalle lamiere, persone gettate via dall’onda d’urto a centinaia di metri di distanza, uomini carbonizzati dei quali non rimane che qualche straccio dei loro abiti.
Il libro insegna, attraverso le esperienze di vita dei protagonisti, che la tolleranza e la pacifica convivenza è possibile e anche se, ancora oggi gli elicotteri vigilano sull’Irlanda del Nord, le cose stanno migliorando.
Voto: 9
Alla fine ho ceduto alla tentazione di leggere “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini, anche se tendenzialmente sono un po’ contraria ai best-sellers perché molto spesso sono costruiti a tavolino per vendere più copie possibile. Non mi dilungo nella trama anche perchè la storia è abbastanza lunga ma, secondo il mio parer,e anche se la storia è struggente e descrive un trntennio di storia dell’Afghanistan con tutti i suoi orrori, ne viene fuori un’americanata tipica di questi best-sellers. Credo che nella vita di questo protagonista ci siano troppe coincidenze e troppi colpi di scena, per questo il mio giudizio non è positivo.
Voto: 6-